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il temolo

Il temolo

Il temolo, il pesce vela delle acque dolci e limpide

Il pesce temolo è un pesce d’acqua dolce della famiglia salmonidae, che è presente nelle acque dell’Europa centro-settentrionale.

Il suo habitat ideale sono fiumi e torrenti molto limpidi con acque molto ben ossigenate con fondale ghiaioso o sassoso.

Al momento si conoscono 4 sottospecie di temolo: il temolo thymallus (Europa), il temolo arcticus (Russia), il temolo signifer (Alaska), il temolo mertensi ( Kamchatca).

Le acque migliori per i temoli si trovano in Finlandia, dove la popolazione di questo pesce si trova ovunque.

Laghi, grandi fiumi o ruscelli, nelle veloci e limpide acque finlandesi, il temolo è sempre presente in grande quantità.

In questo articolo ci occuperemo del temolo Europeo, di come insidiarlo e delle sue abitudini.

La distribuzione del temolo in Italia è limitata al nord, nel bacino padano-veneto, in Piemonte e nel Friuli.

Da alcuni anni è stato introdotto in alcuni fiumi del centro Italia come il Tevere, il Nera e il Velino dando esito abbastanza favorevole.    

il temolo europeo

La morfologia

Il temolo ha un corpo fusiforme ed allungato, di solito rettilineo nel posteriore, mentre anteriormente e nel dorso è convesso e potente.

La sua testa è piccola e poco appuntita, ha occhi grandi e la bocca piccola  con la mascella superiore leggermente avanzata rispetto a quella inferiore.

La livrea è di colore argento con il dorso tendente al verde pallido, anche se questa può variare in base alle modificazioni indotte dall’ambiente in cui vive.

La caratteristica morfologica principale del temolo è quella di avere una pinna dorsale molto sviluppata. 

Questa si nota in particolare nei maschi in età adulta, è composta da raggi molli e serve per dare la forza al pesce per resistere ai mulinelli prodotti dalla corrente.

La pinna dorsale diventa di un colore rosso vivo durante il periodo dell’accoppiamento, mentre i fianchi possono avere dei piccoli punti neri.

La sua taglia è media, misura dai 30 ai 50 cm. in base all’età e può raggiungere il peso di circa 1 kg.

il pesce temolo e la morfologia

Le tecniche più usate per la pesca al pesce temolo

I temoli sono pesci molto timidi e diffidenti e di conseguenza diventano abili avversari per ogni pescatore.

Un’esperto pescatore prima di scegliere la tecnica di pesca dovrà riconoscere il posto giusto dove insidiare il nostro pesce.

Il temolo infatti, ama stare e ha bisogno di acque ricche di ossigeno, pertanto lo troveremo di sicuro nelle correnti, ma non dove questa è troppo forte.

I punti migliori dove insidiarlo sono sicuramente nei tratti di fiume con corrente debole o controcorrente dietro i grandi massi.

Di solito vengono pescati con le mosche, alcuni pescatori aggiungono nell’esca anche piccole piume per invogliare di più la mangiata.

Molto spesso vengono pescati anche con cucchiaini, spinner o piccoli splug.  

pesca in corrente

Tecnica della pesca con camolera

Partiamo dal presupposto che il temolo è un pesce, che per la morfologia della sua bocca, ha una predisposizione per “ninfare” tra i fondali ghiaiosi.

Detto questo possiamo parlare ora della camolera, tecnica nata per insidiare tutti i pesci che si alimentano in prossimità dei fondali sassosi.

In pratica è proprio il fondale che deve agevolare lo strisciare dell’esca e di una zavorra che verrà trasportata a forza dalla corrente.

Infatti tale tecnica non può essere usata in fondali morbidi e pantanosi perchè l’esca e la zavorra si impantanerebbero.

Nel monofilo viene inserita una zavorra strisciante che varia tra i 2 ed i 40 gr. posta al termine di una catena da 3/5 artificiali che lavoreranno nel fondo.

Dato che questa tecnica per i temoli è molto efficace, nel corso degli anni ha subito limitazioni fino ad essere etichettata “poco sportiva”, andando addirittura quasi in disuso.

Tale monofilo è manovrato da canne di lunghezza che varia dai 2.50 a 3,50 metri, con azione di punta.

Il mulinello dovrà avere un rapporto 4 a 1, che servirà per lanciare a monte e fare scorrere la zavorra e le camole a valle strisciando nel fondale.

Una cosa importante è quella che la zavorra dovrà scendere a una velocità inferiore alla corrente.

Per fare questo dovremo tenere in monofilo in tensione per tutta la durata dell’azione di pesca.

La zavorra dovrà essere scelta in base alla corrente, più corrente c’è più pesa dovrà essere la zavorra.

Le esche usate per la camolera sono di solito bugs, mosche sommerse o ninfee.    

temolo nel fondale ghiaioso

Pesca a spinning

Pescare il pesce temolo a spinning è un’impresa molto ardua, perchè questo tipo di pesce attacca gli artificiali solo per scacciarli.

Ci sono pescatori che raccontano di catture fatte con ondulanti o piccoli cucchiaini o meglio ancora con mepps di diverse grammature.

Molti pescatori usano invece dei piccoli martin gialli e neri perchè sembrano più efficaci di altri.

Come tutte le cose dipende da una serie di situazioni, cosa sia meglio o meno, ma una conclusione si può tirare: la tecnica dello spinning non è la migliore per la pesca al temolo. 

pesca a spinning con martin

Pesca sul ghiaccio

Questa tecnica di pesca viene fatta esclusivamente nei paesi nordici come la Norvegia, Finlandia, più precisamente in Lapponia.

La pesca del temolo viene effettuata nei laghi e sui fiumi in acque che non superano i 2 metri.

E’ molto efficace anche la pesca quando il lago o fiume è completamente ghiacciato facendo buchi sul ghiaccio con una trivella.

Questa tecnica è la stessa che viene usata per la pesca al luccio, ovviamente con esche differenti.

In Lapponia questo tipo di pesca si può fare fino a maggio, anche se il periodo migliore e più redditizio rimane sempre l’inverno.

pesca del temolo sul ghiaccio

Pesca del temolo a mosca

La pesca a mosca rimane la tecnica più bella e proficua per la pesca al pesce temolo.

Molti fiumi nel nord Italia sono ricchi di temoli e quindi molti pescatori si riversano in questi fiumi per insidiarli.

L’Adda  ad esempio è un fiume che si presta molto a questo tipo di pesca specialmente in Valtellina, dove vengono catturati splendidi esemplari.

Chi pesca a mosca è sicuramente a stretto contatto, anzi direi “immerso”, nella natura e dovrà capire al volo il posto giusto dove lanciare.

pesca a mosca

Moltissimi pescatori amano fabbricare da soli l’esche artificiali ( mosche ) , altri invece le acquistano già pronte nei negozi specializzati chiedendo consigli al venditore.

Non esiste l’esca giusta per ogni occasione e giornata di pesca, quella che oggi può risultare la migliore domani non può essere più adatta.

Questo perchè nella pesca esistono tantissime variabili, la corrente del tratto di fiume dove vogliamo pescare, la limpidezza delle acque, il cibo presente in natura e tante altre.

Il nostro consiglio quindi è quello di avere un buon assortimento di esche artificiali nella fly box per non lasciare nulla al caso, ma perchè tutto dipenda solo dalla bravura del pescatore.  

esche per la pesca a mosca

La maggior parte dei pescatori a mosca prediligono impiegare le imitazioni emergenti  o addirittura galleggianti rispetto a quelle semi affondanti.

Questo perchè il vero gusto di questa tecnica di pesca è quello di vedere la bollata del pesce quando attacca l’esca.

Detto questo capiremo meglio perchè il temolo sià molto diffidente nell’attaccare l’artificiale, troppe volte ha visto la stessa esca.

E’ quindi importante cercare di selezionare una mosca che li convinca, che dia la convinzione del buon pasto e soprattutto che non abbiano mai visto prima.

La tattica di utilizzare mosche personalizzate risulta sempre vincente e spesso anche “rispolverare” modelli del passato andati ormai in disuso da i suoi frutti.  

pesce agganciato con la mosca artificiale

Pesca con le ninfe artificiali

Tra le mosche più usate ci sono quelle chiamate ninfe che altro non sarebbero che imitazioni di piccoli insetti acquatici che si trovano nei fiumi.

Oggi in commercio esistono tante tipologie di ninfe tutte realizzate in infinite varianti di taglia e colore, senza parlare di chi le costruisce artigianalmente.

Nell’indecisione possiamo comunque sempre ripiegare nella ninfa più famosa tra i pescatori: la Pheasant Tail.

Forse il suo punto di forza è quello che non assomiglia precisamente a nessun tipo di insetto, ma è comunque molto gradita dai temoli.

Ci sono molte altri tipi di ninfe, ad esempio le ninfe chironomi che di solito hanno colori scuri come nero, marrone e oliva, ma a volte possono essere anche rosse.

Le ninfe ceche, esche zavorrate e costruite su ami ricurvi, che possono affondare più o meno velocemente, a seconda di come sono state costruite.

Ci sono poi le ninfe tungsteno, prendono questo nome dal materiale con cui sono fatte le palline che compongono l’esca.

A differenza delle altre che sono realizzate con palline di ottone, quindi più leggero, queste raggiungono più velocemente il fondale anche in caso di forti correnti.

Le stonefly sono esche abbastanza grandi che imitano le ninfe di plecotteri

Se usate in acque limpidissime sono una vera prelibatezza per il temolo.

Le ninfe non appesantite sono l’esca ideale se intendiamo pescare il temolo in superficie e quindi pescare a vista.

Invece quelle appesantite sono ninfe molto pesanti ma che non hanno pallina come la ninfa tungsteno, ma hanno un avvolgimento di piombo non visibile. 

Per quanto riguarda i pesi medi abbiamo la ninfa pallina di ottone adatta su acque poco profonde con correnti leggere.

Queste sopra elencate sono alcune delle innumerevoli ninfe che possiamo trovare in commercio, ora sta al pescatore decidere con cosa insidiare il nostro bellissimo temolo.